“Non so come ho fatto a guidare sino a qui.”
“Sai che non ricordo assolutamente nulla di quello che ho fatto ieri dopo le 22?”
“Ci siamo incontrati, ma ho un vuoto di memoria…non ricordo nulla del nostro incontro”
“Dimentico dove lascio le cose e passo ore a cercarle”
Le dichiarazioni delle persone sulla loro memoria, che a volte sembra fare cilecca, potrebbero essee davvero tante: si stima che circa 6 milioni e mezzo di italiani soffrono di un black out della memoria con diverse manifestazioni.
Ci sono stati, addirittura, casi di cronaca toccanti in cui genitori avevano “dimenticato” il loro figlio in auto sfiorando o arrivando sino alla inevitabile tragedia.
La memoria è una funzione psichica molto importante proprio perchè ci consente di immagazzinare informazioni di varia natura (episodi, nozioni, immagini, odori, sensazioni) e, se ci pensi, senza memoria perderemmo la nostra storia personale, la nostra identità, parte di noi.
Proprio per questo, i vuoti di memoria ci fanno paura.
La nostra capacità di immagazzinare i dati in tempo reale è un’abilità a cui non prestiamo attenzione. Tuttavia il nostro ippocampo lavora per noi diventando l’ingresso dei nostri ricordi, ma esattamente come un hard disk di un pc, ha una capacità limitata per cui, man mano che immagazzina dati li deposita nel nostro cervello.
Esattamente cone un blocco notes, l’ippocampo conserva i dati per un giorno o due (un numero di telefono, un appuntamento, il volto di una persona) e poi li “scarica” perchè non sono ritenuti importanti per non sovraccaricare il nostro cervello.
Ma dove li scarica? Bhè questo ancora gli studiosi non l’hanno chiarito, ma sembra comunque che non ci sia un solo magazzino nel nostro cervello.
E che cosa succede se una persona è stressata?
Lo stress eccessivo e prolungato manda ko il nostro ippocampo ed iniziano le dimenticanze banali sino a fenomeni più complessi come l’amnesia dissociativa in cui la persona vive distaccata dalla situazione, rimuove il dato di realtà e si “comporta” attivando degli automatismi esattamente come quando guidiamo sino a casa non rendendocene conto.
L’amnesia dissociativa spiega, per esempio, perchè potremmo dimenticarci nostro figlio in auto.
Ecco perchè stanchezza psicofisica, mancanza di sonno ristoratore, relazioni interpersonali o lavorative stressanti e poco soddisfacenti, preoccupazioni economiche, difficoltà a risolvere i propri problemi personali, eccessiva ansia, depressione, possono portare alla lunga al vuoto di memoria con conseguenze più o meno gravi.
Ovviamente ci possono essere casi in cui lo stress non c’entra nulla poichè il black out è dovuto a disfunzioni neurologiche, ma in questo caso noteremmo anche altre manifestazioni come tremori, tic o deficit di deambulazione ed è bene rivolgersi ad un neurologo.
Ecco allora dei consigli per evitare oblii e black out della memoria:
- elimina tutti quegli elementi che potrebbero disturbare il tuo sonno ristoratore (telefonini, pasti abbondanti e particolarmenti grassi alla sera, etc)
- fai attività fisica: camminate, corsa all’aperto o qualsiasi altro sport poco importa purchè sia fatta con piacere.Questo ti aiuterà a scaricare tensioni inutili e contribuisce a prepararti ad una buona qualità di sonno
- aiutati con agende cartacee o uno smartphone a delegare cose meno importanti da ricordare per evitare sovraccarichi di lavoro della tua memoria: un appuntamento, le cose da fare in una giornata, l’elenco della spese, le scadenze mensili.
- allena la tua memoria con esercizi cognitivi e training specifici o apprendi tecniche di memoria rapida
- impara a fare una cosa alla volta senza sovraccaricarti di più azioni contemporaneamente.
E se sei troppo stressato e ansioso e non sai come uscirne fuori…allora è il caso che prenoti un incontro presso il mio studio 😉

