Chi avrebbe mai detto che la regina Elisabetta, con i suoi inimitabili cappellini colorati, adora le scommesse sportive e le slot machine?
Il calciatore Bobo Vieri va matto per il poker Texas Hold’em ed organizza partite a casa con i suoi amici.
Ma Bobo non è l’unico a cui piace il poker … si trova in ottima compagnia con attori famosi d’oltreoceano come Matt Damon, Ben Affleck e Matthew Perry .
Vi ricordate di Mara Maionchi, la produttrice discografica conosciuta al grande pubblico grazie alle sue partecipazioni ad X Factor e ad Amici? Bene…lei in un’intervista da dichiarato che, dopo essersi resa conto che spendeva tutti i suoi soldi nei casinò, ha scritto una lettera firmata indirizzata ai Casinò d’Italia e della Svizzera in cui chiedeva di essere tenuta fuori.
Marco Baldini, speaker Radio Deejay e spalla in numerose trasmissioni radiofoniche di Fiorello, ha raccontato nel suo libro di aver iniziato a giocare a 13 anni e di essere arrivato a giocare sino a 10 milioni delle vecchie lire su un cavallo. Si è indebitato sino all’inverosimile e pur di racimolare soldi si è anche inventato di avere una malattia rara per avere dei contributi dalla radio in cui lavorava.
E la lista degli amatori dei giochi d’azzardo che hanno perso fortune perché ossessi dal demone del gioco continua ancora con Pupo ed Emilio Fede.
Gossip a parte, gli esempi citati di questi personaggi pubblici servono solo a sottolineare come la febbre del gioco può riguardare tutti e nessuno escluso.
Diverse ricerche nonostante ritraggono le persone più vulnerabili al gioco d’azzardo siano giovanissimi, persone con basso reddito e basso livello di istruzione, l’osservazione clinica mostra che tra i giocatori si trovano persone appartenenti a tutte le categorie di reddito, istruzione ed età.
Sembra che, per ciò che riguarda video games e giochi di azzardo online, siano molto più numerosi i maschi e siano più vulnerabili i ragazzi che hanno grande abilità a muoversi in rete, in quanto la possibilità di imbattersi in un banner pubblicitario che li inciti ad entrare e provare il casinò virtuale è molto alta.
Adesso..dimmi la verità…hai mai comprato un gratta e vinci, un biglietto della lotteria o giocato a bingo o al lotto?
Sappi che hai giocato d’azzardo! Infatti, giochi d’azzardo quando:
-puoi vincere o perdere denaro allo stesso modo
-hai un ruolo passivo rispetto alla sorte: l’abilità non centra, è la sorte che decide e non tu (anche se pensi di avere sistemi infallibili e schemi di gioco inattaccabili)
Cosa distingue un gioco d’azzardo ricreativo da quello patologico? Quando cambia lo scopo, il tempo e la spesa dedicata:
-lo scopo del gioco non è più di tipo ricreativo e di socializzazione, ma diventa una vera e propria compulsione, cioè un’azione che non si può fare a meno di compiere
-il tempo passato a giocare da saltuario diventa quotidiano
-la spesa dedicata al gioco diventa sempre più importante sino ad indebitarsi.
Il gioco d’azzardo patologico è un vero e proprio disturbo del controllo degli impulsi. Infatti la sua caratteristica fondamentale è la difficoltà a resistere ai desideri, agli impulsi e alla tentazione di commettere atti nocivi per sé e per gli altri. È una dipendenza senza sostanza.
La persona affetta da gioco d’azzardo patologico avverte una sensazione crescente di eccitazione e tensione prima di compierla, per poi provare piacere e liberazione subito dopo senza considerare le ricadute che il gioco possono avere sulla sua vita e delle persone che gli stanno accanto.
Spesso chi avverte un problema con il gioco può iniziare perché spera di avere una vincita importante (in effetti si stima che i giocatori compulsivi siano aumentati a causa della crisi economica tra i poveri senza lavoro, i pensionati e i giovani senza speranze). Oppure per pagare un debito, per una fuga dai problemi della vita, per eccitazione del rischio o, semplicemente, per superare la depressione. In altri casi si inizia per superare un grosso cambiamento di vita come una separazione o la perdita del lavoro.
Come scoprire se una persona che ti sta accanto ha un problema con il gioco? Stai particolarmente attento se:
-scompaiono soldi da casa o dal conto corrente o scompaiono oggetti di valore
-vengono riscosse assicurazioni in anticipo
-i pagamenti vengono trascurati
-è ansioso, ha improvvisi scatti d’ira, sembra assorto da altre preoccupazioni
-si assenta per lunghi tempi senza nessuna giustificazione
-ha conflitti con altre persone a causa del denaro
-si trascura e trascura il lavoro o la scuola
-modificazioni delle abitudini alimentari e sessuali.
Condividi se ritieni che questo articolo sia utile a diffondere informazioni su una dipenza che sta prendendo sempre più piede.


complimente d tssa
Il gioco d’azzardo non mi ha mai coinvolto…per fortuna!
trovare un psicologo che capisca di gioco è come trovare un ago in un pagliaio, non ci capiscono nulla.
Non è semplice. E’ comunque una dipendenza e come tale va trattata.
chi vince , intasca la vincita e se ne va, di sicuro non è un giocatore
Molto interessante. Effettivamente c’è molta confusione attorno a questo argomento; perlomeno da parte di chi ha finalità altre dalla “cura”. Gli argomenti che apre sono molteplici (dipendenza, disagi sociali, difficoltà, legalizzazione o proibizionismo, e si potrebbe continuare ancora…). Per il lavoro che faccio in alcune zone ad affacciarsi e a finirci dentro sono comunque anche tanti minori. Di solito mai da soli. Apparentemente c’è una rete di adulti che spingono questi ragazzi a giocare e scommettere per poi chiedere una percentuale sule vincite. Quando poi disgraziatamente i ragazzi vincono entrano a pieno nel tunnel. Ma al netto di tutto un fenomeno (che magari non è tale) è la necessità (che non notavo fino a una decina di anni fa) nei ragazzi a “Partecipare se in palio c’è qualcosa”; in altre parole se non c’è niente da vincere non ci gioco proprio (e sto pensando anche banalmente ai tornei di qualsiasi tipo, o a giochi in scatola o di società). Sembra quasi che partecipare al gioco per il gusto di giocare non è più allettante. Serve qualcosa da portarsi a casa. Serve che ci sia qualcosa da vincere o da perdere altrimenti che gusto c’è. Chissà se anche questo fa parte di quelli che è poi il terreno su cui germoglia più favorevolmente l’eccesso nel gioco d’azzardo… grazie ancora (P.S.: citando le fonti e indicando il link dell’articolo mi autorizza a postarne un estratto sul mio blog? https://storytelling2012.wordpress.com/2015/11/29/e-book-gratis/). Lorenzo