Il training autogeno è una tecnica di rilassamento e autodistensione che trova applicazioni in diversi campi tanto in psicologia clinica quanto in medicina.

Schultz, neurologo e psichiatra padre del TA, lo definì come un metodo di autorilassamento realizzato attraverso la concentrazione mentale che consente di alleviare le tensioni psichiche e corporee.

L’obiettivo di Schultz era quello di rendere il paziente meno vincolato al terapeuta e divenire lui stesso, in prima persona, autore del Training Autogeno.

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I Presupposti del Training Autogeno

Il TA si fonda su due presupposti importanti:

  1. il training ossia l’addestramento
  2. l’autogenia ossia è un processo che si genera da sé: è il paziente che, opportunamente addestrato, diviene capace di generare il proprio miglioramento ed il proprio benessere.

Secondo il principio di autogenia, infatti, l’organismo ha una sua naturale capacità di attivare le proprie risorse di recupero e autorganizzazione.

La persona viene inizialmente guidata a isolarsi dal mondo esterno e, attraverso una concentrazione psichica passiva e al lasciare che accada, rivolge la propria attenzione alle proprie percezioni fisiologiche.

Il mondo esterno e la realtà si allontanano e le funzioni psichiche subiscono un rallentamento proprio come nel sonno.

Durante l’applicazione di questa tecnica si raggiungono modificazioni psicofisiologiche importanti come la riduzione dell’attivazione neurovegetativa ortosimpatica e, contemporaneamente, dall’aumento dell’attivazione parasimpatica. Si riscontra una diminuzione della tensione muscolare, della frequenza cardiaca, della pressione arteriosa, dell’attività elettrodermica, la tendenza a una sincronizzazione dell’attività elettroencefalografica e la riduzione del consumo di ossigeno.

In poche parole tale tecnica consente un riequilibrio neurovegetativo ed il raggiungimento di uno stato di calma.

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Oggi, l’importanza del TA ci viene confermata dagli studi di psiconeuroendocrinologia nei quali viene sottolineata l’influenza reciproca tra mente e corpo e di come, di fronte allo stress, i sistemi neurovegetativi, endocrino ed immunitario sono fortemente interconnessi.

Si sente parlare spesso, infatti, di malattie psicosomatiche cioè di patologie aggravate o provocate da condizioni persistenti di stress che provocano un’alterazione protratta nel tempo dei sistemi neurovegetativo, endocrino ed immunitario.

Di fatti, una forte e continua tensione emotiva non solo sarebbe in grado di scatenare o aggravare determinate malattie ma anche di modificarne il decorso e l’efficacia delle cure.

Che tipi di Disturbi Posso Curare con il Training Autogeno?

Il TA trova grandi applicazione per disturbi somatici e psicosomatici quali:

-cefalea tensiva

-colite spastica

-ulcera peptica

-gastrite

-ipertensione arteriosa essenziale

-casi selezionati di asma bronchiale

-patologie dermatologiche (eczema, psioriasi, vitiligine)

-disturbi cardiovascolari funzionali (tachicardia sinusale, bradicardia)

-patologie dolorose funzionali (come il dolore lombare)

-dismenorrea

-disturbi d’ansia

-disturbi del sonno

-preparazione al parto

Inoltre, esso viene utilizzato nelle preparazioni atletiche per:

-combattere l’ansia d’attesa

-preparazione alla gara

-rinforzare la motivazione dello sportivo

-recuperare traumi fisici.

Viene appreso anche dai cantanti per avere migliori prestazioni canore e, generalizzando, da tutti coloro che possono beneficiare di una migliore concentrazione che aumenti la qualità della performance.

È possibile effettuare sedute individuali o di gruppo per persone con la stessa problematica.