linus arrabbiato

I 3 principali luoghi comuni sullo stress

Non c’è persona che non parli di stress.

Persino un bambino ti dice che è stressato ed utilizza espressioni del tipo “non mi stressare!“.

La verità è che spesso utilizziamo dei luoghi comuni anche quando parliamo di stress.

Ecco i 3 pricipali luoghi comuni sul tanto chiaccherato stress:

1.Bisogna vivere senza stress

Si calcola che siamo esposti circa a 65 mila stimoli diversi. Come si fa ad eliminare tutte le fonti di stress a cui siamo esposti? Sarebbe un’utopia. Come puoi pensare di cambiare totalmente la vita che hai fatto sino ad ora? Non si può eliminare totalmente lo stress dalle nostre vite perchè lo stress è una condizione di vita stessa e, se guardiamo l’altro risvolto della medaglia, può essere anche uno stimolo a far meglio, a rivedere come migliorare alcuni aspetti della nostra vita. Quello che possiamo fare è imparare a gestirlo: per esempio, eliminando le fonti inutili di stress ed aumentando le nostre capacità di coping cioè di difesa dalle situazioni ritenute difficili da affrontare.

2.Non è colpa mia se vivo una vita stressante e se capita tutto a me!

E’ vero ci possono essere periodi che ci possono mettere a dura prova e se non possiamo evitare eventi che ci capitano improvvisamente e che sono al di fuori delle nostre responsabilità (come un lutto, la perdita di un lavoro), alle volte siamo proprio noi che scegliamo comportamenti e stili di vita stressanti.

Così, tanto per fare un esempio, anche una festa come l’organizzazione di un matrimonio può diventare fonte infinita di stress: non è più un lieto evento ma una macchina complessa di organizzazione, con una complessità di elementi e particolari da tenere sotto controllo e che devono avere standard elevati che noi giudichiamo tali!!!

3. Lo stress colpisce le persone deboli e fragili

Niente di più assolutamente falso! Anzi potremmo quasi sostenere che sono le persone forti, che non si fermano mai, quasi una fonte inesauribile di energia che, a un certo punto, crollano. Accumulano così tanto che poi, per troppo pieno, si arriva al capolinea ed il loro corpo ne risente.

Un mio paziente, imprenditore con obiettivi da raggiungere e che cerca sempre di migliorare la sua attività e coordinare i suoi collaboratori muovendosi tra i mille problemi che oggi un imprenditore ha nella sua attività, all’inizio non riusciva ancora a capacitarsi del perchè soffriva di attacchi di panico…”ma come proprio io? Io che non non mi fermo mai, che ho fatto tanti sacrifici. Io che partivo la mattina e tornavo a casa la sera. Io che non mi fermano mai davanti a niente. Adesso non sono più io, non mi riconosco più”. 

Ricordati che se ti senti stressato ci sono degli aggiustamenti che devi fare nella tua vita: magari dovrai impararare a distinguere le priorità, imparare a delegare agli altri per ricevere sostegno, imparare a gestire l’incertezza, condurre uno stile di vita più salutare tanto per fare degli esempi.

Non esiste la ricetta magica, ognuno può riflettere sulla propria condizione personale e fermarsi a capire.

Sì hai capito bene: lo stress ci insegna a fermarci e ad ascoltare di più noi stessi.

 

 

 

uomo coperto di farfalle

“Aiuto… Non ricordo nulla!”. Cinque consigli per evitare Il black out della memoria

“Non so come ho fatto a guidare sino a qui.”

“Sai che non ricordo assolutamente nulla di quello che ho fatto ieri dopo le 22?”

“Ci siamo incontrati, ma ho un vuoto di memoria…non ricordo nulla del nostro incontro”

“Dimentico dove lascio le cose e passo ore a cercarle”

Le dichiarazioni delle persone sulla loro memoria, che a volte sembra fare cilecca, potrebbero essee davvero tante: si stima che circa 6 milioni e mezzo di italiani soffrono di un black out della memoria con diverse manifestazioni.

Ci sono stati, addirittura, casi di cronaca toccanti in cui genitori avevano “dimenticato” il loro figlio in auto sfiorando o arrivando sino alla inevitabile tragedia.

La memoria è una funzione psichica molto importante proprio perchè ci consente di immagazzinare informazioni di varia natura (episodi, nozioni, immagini, odori, sensazioni) e, se ci pensi, senza memoria perderemmo la nostra storia personale, la nostra identità, parte di noi.

Proprio per questo, i vuoti di memoria ci fanno paura.

La nostra capacità di immagazzinare i dati in tempo reale è un’abilità a cui non prestiamo attenzione. Tuttavia il nostro ippocampo lavora per noi diventando l’ingresso dei nostri ricordi, ma esattamente come un hard disk di un pc, ha una capacità limitata per cui, man mano che immagazzina dati li deposita nel nostro cervello.

Esattamente cone un blocco notes, l’ippocampo conserva i dati per un giorno o due (un numero di telefono, un appuntamento, il volto di una persona) e poi li “scarica” perchè non sono ritenuti importanti per non sovraccaricare il nostro cervello.

Ma dove li scarica? Bhè questo ancora gli studiosi non l’hanno chiarito, ma  sembra comunque che non ci sia un solo magazzino nel nostro cervello.

E che cosa succede se una persona è stressata?

Lo stress eccessivo e prolungato manda ko il nostro ippocampo ed iniziano le dimenticanze banali sino a fenomeni più complessi come l’amnesia dissociativa in cui la persona vive distaccata dalla situazione, rimuove il dato di realtà e si “comporta” attivando degli automatismi esattamente come quando guidiamo sino a casa non rendendocene conto.

L’amnesia dissociativa spiega, per esempio, perchè potremmo dimenticarci nostro figlio in auto.

Ecco perchè stanchezza psicofisica, mancanza di sonno ristoratore, relazioni interpersonali o lavorative stressanti e poco soddisfacenti, preoccupazioni economiche, difficoltà a risolvere i propri problemi personali, eccessiva ansia, depressione,  possono portare alla lunga al vuoto di memoria con conseguenze più o meno gravi.

Ovviamente ci possono essere casi in cui lo stress non c’entra nulla poichè il black out è dovuto a disfunzioni neurologiche, ma in questo caso noteremmo anche altre manifestazioni come tremori, tic o deficit di deambulazione ed è bene rivolgersi ad un neurologo.

Ecco allora dei consigli per evitare oblii e black out della memoria:

  1. elimina tutti quegli elementi che potrebbero disturbare il tuo sonno ristoratore (telefonini, pasti abbondanti e particolarmenti grassi alla sera, etc)
  2. fai attività fisica: camminate, corsa all’aperto o qualsiasi altro sport poco importa purchè sia fatta con piacere.Questo ti aiuterà a scaricare tensioni inutili e contribuisce a prepararti ad una buona qualità di sonno
  3. aiutati con agende cartacee o uno smartphone a delegare cose meno importanti da ricordare per evitare sovraccarichi di lavoro della tua memoria: un appuntamento, le cose da fare in una giornata, l’elenco della spese, le scadenze mensili.
  4. allena la tua memoria con esercizi cognitivi e training specifici o apprendi tecniche di memoria rapida
  5. impara a fare una cosa alla volta senza sovraccaricarti di più azioni contemporaneamente.

E se sei troppo stressato e ansioso e non sai come uscirne fuori…allora è il caso che prenoti un incontro presso il mio studio 😉

eliche DNA che diventano corpo

3 buoni motivi per capire se siamo sotto stress

Che non sia saggio e salutare vivere sotto stress ce ne rendiamo conto.

Anche mio nipote Salvo di 7 anni, l’altro giorno mi ha detto “Non mi stressate con questi compiti…che lo stress fa male!” (degno nipote di sua zia!).

Scherzi a parte, anche la scienza ci spiega il perchè lo stress può essere fortemente dannoso.

In una ricerca recente di Elissa Epel ed Elisabeth Blackburn e colleghi dell’Università di California mostra che i nostri pensieri stressanti che ci portano ad essere preoccupati per il futuro o a rimuginare ossessivamente per episodi del passato influiscono sul ritmo dell’invecchiamento.

In altre parole, i nostri pensieri stressanti influenzano le nostre cellule sino ad arrivare ai telomeri…sino al nostro DNA.

I telomeri, essenziali per la divisione cellulare, sono le sequenze speciali del DNA che si trovano sulle punte dei cromosomi e che sono soggetti ad accorciarsi con l’età.

I ricercatori hanno dimostrano che l’accorciamento dei telomeri è molto più rapido in condizioni di stress cronico.

E questa è la brutta notizia! C’è da dire, però, tali ricercatori hanno dimostrato che ciò che può fare la differenza è come noi percepiamo lo stress: è la percezione dello stress fa una enorme differnza per la rapidità dell’accorciamento dei telomer, una differenza che può significare anni di vita.

Da ciò ne deriva che non è sempre necessario eliminare le fonti di stress (del resto alcune fonti di stress sono ineliminabili!), ma la ricerca dimostra che possiamo cambiare il nostro atteggiamento ed il nostro rapportarci con le circostanze che influiscono sul nostro benessere.

Altri studi i misurano i livelli di enzima telomerasi anzichè la lunghezza dei telomeri. Questo enzima, rilevato nelle cellule del sistema immunuitario in circolazione nel sangue, ha un ruolo importante per la durata della nostra salute.

Tali studi mostrano come percepire una situazione minacciosa per il nostro benessere (indipendentemente dal fatto che lo sia realmente!) influisce negativamente sul livello dell’enzima.

Quali sono, allora, le conclusioni che possiamo trarre da queste ricerche? Quali sono i 3 motivi principali per cui dobbiamo capire se viviamo una vita stressante?

MOTIVO N.1 Lo stress influisce pensantemente non solo sulla qualità della nostra vita, ma anche sulla “quantità” della nostra vita! Come potresti definire la qualità della tua vita?

MOTIVO N.2 Essere consapevoli di quali fonti di stress ci sono nella nostra vita, facendo attenzione a quali di queste possiamo liberarci e quali sono ineliminabili. Sei sicuro che vivi una vita sotto stress o sei tu che, a volte, ti complichi la vita?

MOTIVO N.3 Imparare come rapportarci ed affrontare le fonti di stress, come cambiare la percezione che abbiamo degli eventi che viviamo come minacciosi e stressanti. Qual è la percezione che hai sugli eventi stressanti? Cosa stai facendo per modificare tale percezione?

 

 

 

fune di una barca attraccata al molo

Ecco quello che devi sapere per superare lo stress della vita quotidiana

Se avessimo la nostra personale e luccicante bacchetta magica, avremmo già eliminato lo stress con un solo colpoe una formula magica come “bidibibodibibù e lo stress non c’è più”.

Sfortunatamente, lo stress è una componente naturale del vivere umano…esattamente come l’aria che respiriamo.

Alcuni cercano di evitarlo alzando barriere protettive che li separano dalle esperienze della vita che reputano stressanti. Così, Lucia decide che per quanto sia una professionista preparata è meglio non prendere quell’incarico che sarebbe un’ottimo biglietto da visita e le darebbe lustro, ma sicuramente le complicherebbe così tanto la sua vita già stressante che è meglio non mettere altra carne sul fuoco. Peccato che poi si senta frustrata perchè non riesce a fare il “salto di qualità”.

Altri provano a combatterlo con rimedi poco efficaci. Luca si sente già così stressato ad un mese dal rientro delle sue vacanze estive che è già pensa di prenotare la prossima vacanza per staccare la spina. Intanto…più che vivere..boccheggia in attese della prossima fuga vacanziera.

Meglio scappare  che affrontare i problemi! Peccato che poi questi problemi si moltiplicano in maniera esponenziale.

Che fare allora? Affrontare i problemi è l’unico modo per mobilitare le nostre risorse interne, in altre parole, attiviamo ciò che la psicologia chiama capacità di coping.

La pressione che genera un problema ci aiuta ad attraversare il problema stesso esattamente come un navigante riesce  ad orientare la vela per utilizzare la pressione del vento.

Ecco…dovremmo imparare a navigare nei nostri problemi esattamente come fa un navigante con la sua barca a vela.

Se non vuoi lasciarti sopraffare dalla pressione generata da una situazione stressante devi prima prendere familiarità con tutto ciò che fa parte del problema: la barca, l’acqua. il vento, la rotta da seguire, le condizioni atmosferiche. Quest’ultime, in particolar modo, sai già che sfuggono al nostro controllo.

Il marinaio esperto impara ad interpretare le condizioni meteo e a rispettarne la potenza. Non le sopravvaluta, nè le sottovaluta.

Se si trova nel mezzo di una tempesta, sa quando deve ammainare le vele, gettare l’ancora, chiudere i portelli e aspettare che torni il mare navigabile.

Tiene sotto controllo ciò che può controllare e lascia andare tutto ciò su cui non ha potere, nè controllo.

Sviluppare la nostra capacità di affrontare le condizioni meteo della nostra vita, fa la differenza nel saper gestire lo stress.

Noi pensiamo di avere l’illusorio controllo della nostra vita a 360 gradi. Ma non è così!

Sapere quanto puoi influire sulla tua vita ed indirizzare la tua energia su ciò che puoi influenzare attivamente aiuta a fare delle scelte e ad agire verso una direzione, piuttosto che sprecare energie che non portano a nulla.

Se ti senti sopraffatto dalla pressione della vita e senti che i tuoi sforzi sono inefficaci, cosa succede?

Cadi nella ruminazione depressiva in cui tutti i tuoi pensieri inconsapevolemete si dirigono verso l’inadeguatezza personale, la depressione e l’impotenza. Sembra che nulla sia sotto il tuo controllo!

Se il mondo ti appare minaccioso, sarai ansioso e insicuro per tutti i possibili eventi terrificanti a cui potrai andare incontro: non importa se questi pericoli sono reali o immaginari perchè tu li avvertirai come reali!

Che fare allora? Non ci resta che imparare a navigare nel mare della nostra vita. Quando deciderai di essere il marinaio?

Ti spiego perchè è importante conoscere una tecnica di rilassamento

Se soffri di ansia, stress e di attacchi di panico è importante sperimentare il rilassamento. In questo articolo, che ho scritto per il blog Distruggi gli Attacchi di Panico, ti spiego perchè è così importante trovare la tecnica che ti consentirà un profondo rilassamento.

Clicca sul link qui sotto per leggere l’articolo

 

 

scritta sullo stress

Le 4 scoperte che ti faranno cambiare idea sullo stress!

Se sei come la maggior parte delle persone che vivono lo stress, desiderano essere meno stressati  ma non fanno nulla per vivere meglio questo articolo ti farà cambiare idea!

Imparerai a vedere lo stress sotto un altro punto di vista e, forse, ti deciderai a gestire tutte le richieste fisiche, emotive e cognitive che ti fanno vivere come se ti avvessero avvitato la testa con un torchio!

Ecco le 4 scoperte che ti faranno cambiare idea sullo stress. Anche se ne adotti una sola di queste scoperte, sarai sulla strada giusta per gestire meglio preoccupazioni e ansie che erodono la tua salute fisica e mentale.

 

Scoperta n.1- Lo stress è nella mente di chi lo vive

A parte pochissimi eventi che si possono contare sulle dita di una mano e che possono davvero essere considerati stressanti (come un lutto, una castrofe naturale), non vi è nessun evento nella vita che è oggettivamente stressante.

Ciò che può essere stressante per una persona non lo è per un’altra. E’ la particolare esperienza che puoi vivere e la conseguente interpretazione che ne puoi dare, a fare la differenza.

Sai per esempio che alcune persone possono definire stressante una vacanza solo perchè escono dalle loro rasserenanti abitudini e dalla loro tranquillizzante routine? Altri, invece, defiscono esaltante una vacanza proprio per gli stessi motivi pensando che la routine sia letale e per rigenerarsi hanno bisogno di vedere posti nuovi, frequentare altra gente, andare incontro all’ignoto.

In altre parole qualsiasi cambiamento dello status quo è sufficiente per alcune persone per generare un nuovo adattamento e, quindi, sentirsi stressate!

Uno studio pubblicato dallo psicologo Alia Crum e collaboratori (2013) definiscono lo stress come la cornice o lente mentale che si usa quando ci si avvicina a comprendere un’esperienza.

Se si dispone di una mentalità stress negativo, si ritiene, per esempio, che si deve evitare lo stress a tutti i costi in quanto indebolisce l’energia fisica e mentale ed inibisce la capacità di crescere.

Se la mentalità stress è positivo, consideri lo stress come fattore che migliora le prestazioni e la produttività.

Crum e i suoi colleghi hanno scoperto che le persone con una mentalità stress positivo sono in realtà meglio in grado di gestire lo stress. In un contesto di lavoro sono anche più propensi a cercare un feedback sulle loro prestazioni e ciò consente loro di crescere ancora di più dalle loro esperienze, anche da quelle considerate come stressanti.

La morale della storia è che se vuoi gestire più efficacemente lo stress, non etichettare tutto lo stress come il male in assoluto. Prova a guardare lo stress con una mentalità positiva e sarai in grado di affrontarlo meglio.

 

Scoperta n.2-Lo stress genera lo stress

Questa scoperta riguarda ciò che viene chiamata l’ipotesi della generazione stress.

Secondo questo punto di vista, le persone svolgono un ruolo attivo nella creazione di propri eventi stressanti della vita in virtù del modo in cui gestiscono le loro situazioni di vita quotidiana.

Lo psicologo Marci Gleason dell’Università del Texas insieme ai suoi collaboratori ha recentemente fornito prove a sostegno dell’ipotesi della generazione stress. Hanno avuto l’opportunità unica somministrare test di personalità a più di 1200 persone di età compresa tra 55 e 64 anni e di  seguirli fino ai 6 mesi seguenti per scoprire come le loro caratteristiche di personalità potevano influire su come vivevano eventi potenzialmente stressanti.

Le persone che avevano il test della personalità con alti punteggi sulla nevrosi e sul disturbo borderline di personalità hanno avuto più eventi negativi che si sono verificati nei 6 mesi seguenti.

Al contrario, le persone che cronicamente tendevano a mantenere un atteggiamento freddo e distante verso gli altri (ad esempio coloro che avevano avuto alti punteggi sul disturbo evitante di personalità) hanno avuto eventi di vita meno negativi nei successivi 6 mesi.

Se sei costantemente preoccupato, sei perennemente ansioso e scatti ad ogni evento che ti si presenta, influenzerai in maniera negativa la tua vita quotidiana generando eventi che interpreterai come stressanti.

 

Scoperta n.3- Un cattivo umore al mattino può davvero rovinare la giornata

Il professore Nancy Rothbard dell’Università della Pennsylvania insieme al professore Stephanie Wilk (2011) hanno monitorato i cambiamenti di umore di 29 dipendenti di un contact center di una compagnia di assicurazioni per tutto il giorno in base al tipo di contatto con i clienti.

I dipendenti del call center che hanno iniziato la giornata di cattivo umore hanno realmente valutato i loro clienti in modo più negativo rispetto a quelli che ha iniziato di buon umore. Inoltre, in termini di prestazioni di lavoro, dopo aver parlato con un cliente che avevano valutato negativamente, i dipendenti erano meno produttivi poichè più propensi a prendere una pausa dopo una tale chiamata.

Cosa possiamo apprendare da ciò? E’ necessario controllare il cattivo umore con cui alle volte ti svegli se vuoi interrompere il circolo vizioso del rendere nera e più stressante il resto della tua giornata

 

Scoperta n. 4-Il lavoro “emotivo” influenza il livello di stress

Psicologi che studiano lo stress sul posto di lavoro usano il termine lavoro emozionale per descrivere l’impegno emotivo per i lavoratori il cui lavoro richiede loro di “essere gentile” indipendentemente da come si sentono.

Essere gentili e disponibili è un prerequisito nella maggior parte dei lavori, ma per alcuni è il requisito principale: pensiamo ad esempio alle persone che lavorano dando servizio ad un pubblico come un cameriere o la receptionist in uno studio medico.

La ricerca condotta da Kay dell’Università di Tunghai Chu e collaboratori (2012) ha esaminato il lavoro emotivo nei dipendenti che si occupano del settore ospitalità e che hanno lavorato in tutte le posizioni di contatto con clienti diretti in uno dei 17 alberghi sulla costa orientale degli Stati Uniti.

Per questo tipo di lavoro, non importa quanto puoi essere arrabbiato quando i clienti incavolati fanno richieste e accuse oltraggiose, poichè si deve indossare una maschera di deferenza e cortesia. Il loro lavoro emozionale è abbastanza alto quando hanno una buona giornata  ma se la giornata ha avuto un cattivo inizio, l’ultima cosa che desiderano fare è sorridere quando qualcuno gli sta gridando in faccia.

Chu ha scoperto che i lavoratori dell’hotel che tendevano ad avere un carattere solare avevano un più basso lavoro emotivo perché è stato facile per loro essere gentile con i loro clienti. I problemi si sono verificati per le persone che tendevano verso malumori: per loro è stato molto stressante.

L’unico modo in cui questi lavoratori possono diminuire il loro stress, secondo gli autori dello studio, è quello di imparare a sentirsi realmente più compassionevoli, piuttosto che recitare. Essere empatici potrebbe anche aiutare a vedere le cose dal punto di vista di un’altra persona e quindi, in tal modo, ci si sente meno gravati dalle richieste dei clienti.

In tal modo migliorerebbero il loro umore e la loro prestazione lavorativa.

Poiché tutti i ruoli nella vita implicano un certo grado di lavoro emozionale, il messaggio che ne puoi ricavare è che anche se non sei dell’umore giusto prova ad interagire con gli altri abbandonando le emozioni negative e vedrai che anche tu ti sentirai meglio!

 

 

testa femminile con parole

Sei stressato? Scopri il tuo livello di stress con questo test

Alzi la mano chi si sente stressato! Beh siamo tutti in buona compagnia.

Troppi stimoli, troppe pressioni, troppe responsabilità e corse frenetiche ci costringono tutti i giorni a testare la nostra capacità di resistenza e di mantenimento del nostro equilibrio mentale e fisico.

Cosa è lo stress? Questo termine è stato introdotto nel 1936 dal neuroendocrinologo Hans Selye che fu il primo a studiare tale fenomeno in modo scientifico. Egli si accorse che sottoponendo gli animali ad eventi stressanti pericolosi o minacciosi (stressor) sviluppano tutti una risposta fisiologica comune caratterizzata dall’attivazione dell’asse ipotalamo-cortico-surrene e dal rilascio di ormoni come l’adrenalina ed il cortisolo.

In altre parole, lo stress è la risposta fisiologica adattiva che il nostro corpo dà ogni qual volta si deve adattare ad una esigenza di tipo fisico (es. la fatica fisica), emotiva (es. qualcosa che non vi vuole fare), sociale (es. una richiesta famigliare) o cognitiva (es. un impegno elevato di lavoro).

Lo stress può essere provocato da:

  • eventi normali della vita sia piacevoli che spiacevoli (matrimonio, pensionamento, nascita di un figlio, lutto, divorzio, problemi sessuali)
  • cause fisiche come il freddo o il caldo intenso, l’abuso di fumo e di alcol
  • fattori ambientali (la mancanza di un’abitazione, vivere in ambienti rumorosi e inquinati)
  • malattie organiche: quando il nostro corpo è affetto da una malattia, l’organismo si pone in uno stato di tensione e allerta che porta a stress
  • eventi catastrofici (incidenti, terremoti, disastri aerei etc.)

Di per sè, un particolare evento di stress noto come stress acuto o eustress può essere emozionante, ci mantiene attivo e vigile.

Può aiutarci per esempio a dare ottime prestazioni in campo lavorativo o scolatico, ma a lungo termine si trasforma in stress cronico o distress che ha effetti dannosi sulla salute.

Abbiamo così effetti dannosi su 4 versanti:

  • sintomi fisici come mal di testa, vertigini, tintinnii, tachicardia, problemi di sonno, stanchezza cronica, perdita di appetito, irriquietezza, muscoli contratti, perdita di capelli etc
  • sintomi emozionali come sentirsi sotto pressione, ansia, rabbia, tensione, senso di impotenza, bassa autostima, agitazione, piangere solitudine
  • sintomi cognitivi quali difficoltà a pensare in modo chiaro, dimenticarsi le cose, essere assolti, mancanza di creatività, mancanza di umorismo, pensare sempre in negativo, difficoltà nel prendere le decisioni
  • sintomi comportamentali come l’essere scontrosi, abusare di alcool, mangiare compulsivamente, difficoltà a portare le cose a termine.

Adesso sei pronto a scoprire il tuo livello di stress? Bene…facciamo questo gioco!

Segna le frasi che più esprimono come ti senti adesso:

  • Sono meno desideroso di tornare al lavoro o  riprendere le mie faccende dopo un fine settimana
  • Mi sento sempre meno paziente ad ascoltare i problemi degli altri
  • Faccio più domande a risposta chiusa (con risposta si/no) per scoraggiare il dialogo con gli amici e colleghi di lavoro
  • Cerco di scappare dagli altri non appena posso
  • La mia dedizione al lavoro, all’esercizio fisico, alla dieta e alle amicizie è in calo
  • Mi tiro indietro di fronte a molte responsabilità della mia vita
  • Sto perdendo il mio senso dell’umorismo
  • Trovo sempre più difficile incontrare gente ed avere una vita sociale
  • Mi sento nervoso ed agitato
  • Mi sento in trappola
  • Mi sento stanco per la maggior parte del tempo
  • So quello che mi potrebbe far star meglio, ma non ho voglia di farlo.

Adesso conta il numero delle risposte e misura il ltuo livello di stress:

0-3: Sei come una batteria scarica: il tuo livello di risorse fisiche, emotive e cognitive indicano la spia rossa!

4-6: Un accenno di stress inizia a far capolino nella tua vita: riesci ancora a contenere questo livello…ma per quanto tempo ancora?

7-9: Il tuo livello di stress è aumentato oltre la soglia che potevi contenere con più facilità. Cosa hai intenzione di fare??

10-12: Sì sei proprio stressato!

Condividi questo post con i tuoi amici se pensi che tutti abbiamo bisogno di vivere meglio la nostra vita al riparo da stress ed ansia!

donna che medita e scritta mantenere la calma

I 5 benefici della meditazione consapevole

Hai letto la parola “meditazione” e già sei andato con la mente a rivedere immagini di santoni con pose strambe, una statua di Budda, incensi orientali, posizione yogiche acrobatiche, una persona immobile con le gambe incrociate.

Frena un attimo la tua immaginazione…ed eliminiamo alcuni preconcetti:

  1. non è una pratica religiosa, ma è soltanto una tecnica di allenamento mentale
  2. non occorre assumere posizioni strane per meditare
  3. non è una tecnica di rilassamento
  4. puoi meditare in qualsiasi posto, non serve buio o candele
  5. non servono ore di allenamento in un giorno, ma è con l’esercizio costante che si ottengono i risultati migliori (bastano 2 minuti al giorno)
  6. non diventerai un monaco eremita, ma riuscirai a vedere le cose con chiarezza ed intraprendere le giuste azioni per raggiungere i tuoi obiettivi.

Cosa vuol dire meditazione consapevole (in inglese mindfulness)?

E’ uno stato mentale con particolari qualità dell’attenzione e della consapevolezza che possono essere coltivate e sviluppate attraverso la meditazione.

Si potrebbe anche definire, prendendo a prestito la definizione che ne dà Jon Kabat-Zinn (il ricercatore che ha dato origine a questo filone di studi e ricerche), come la consapevolezza che emerge  attraverso il prestare attenzione allo svolgere dell’esperienza momento per momento:

-con attenzione

-nel presente

-con atteggiamento non giudicante.

E’ dal 1979 che Jon Kabat-Zinn propone in contesti medici e clinici un programma di insegnamento della meditazione consapevole proprio in questi ambienti “non meditativi”come, ad esempio, gli ospedali. E già dagli anni 90 è un programma che si è diffuso in oltre 240 cliniche ed ospedali USA e del nord Europa.

Gli studi e le applicazioni di Jon Kabat-Zinn e di altri ricercatori hanno portato ad individuare grandi benefici della meditazione consapevole. Ti elenco i maggiori i 5 benefici della meditazione consapevole più diffusi:

  1. riduce i livelli di ansia, depressione ed irritabilità
  2. porta a viverre le relazioni in maniera più appagante
  3. riduce i livelli degli indici di stress cronico (es. l’ipertensione)
  4. è efficace nel contrastare l’impatto di situazioni difficili come il dolore cronico
  5. è efficace nelle malattie con forte componente psicosomatica come la fibromialgia o la psoriasi

Non si tratta di teoria ma di effetti concreti. Per esempio, nel caso del dolore cronico, la persona vive con un dolore fisico poco o per nulla gestibile con i farmaci o altri tipi di interventi che lo accompagna nella sua quotidianità. Cosa può per non cadere nella disperazione? Cosa può fare per non pensare esclusivamente al dolore?

La mindfulness richiede di focalizzarsi proprio sulle sensazioni spiacevoli e dolorose quando si avvertono e di non fuggire ed evitare il dolore.

In questo modo si può percepire il dolore come pure e semplice sensazione: osservi il dolore senza etichettarlo.

Accade, così, che si dissocia l’esperienza del dolore dal processo cognitivo che valuta ed etichetta quella sensazione come spiacevole, insostenibile e dolorosa.

Con la pratica meditativa la reazione di allarme fisiologica e psicologica, che segue alle reazioni di dolore intenso (non ce la faccio più…non andrà più via…è incontenibile) perde la sua forza e la sua carica ed, in tal modo, diventa un pensiero “come tanti” che passa in quel momento nella mente.

Modificandosi l’esperienza cognitiva ed emotiva, anche se il dolore fisico può non diminuire, cambia la reazione al dolore della persona e la sofferenza viene notevolmente ridotta.

Nel prossimo articolo vi illustrerò una tecnica molto semplice per muovere piccolo passi verso la meditazione consapevole.

Alla prossima!

 

 

 

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