ritratto di uomo pensieroso

Perchè è successo? Perchè mi sento così? Perchè mi comporto sempre in questo modo? La ruminazione depressiva

Capita a tutti noi di analizzare le ragioni e le cause di un evento, di un nostro modo di essere ed agire o di riflettere sulla nostra storia personale.

Una buona capacità riflessiva è senza dubbio un’abilità da sviluppare perchè può essere un’occasione di crescita personale: ci fa comprendere aspetti di noi, nostre caratteristiche, ci aiuta a non commettere più gli stessi errori, ci consente di capire meglio perchè ci “sentiamo” in un determinato modo.

Attenzione , però! Il rischio della ruminazione depressiva è dietro l’angolo.

E’ come se la ruminazione depressiva ci cristalizzi nel passato costringendoci a ruminare in continuazione su conflitti relazionali, su fallimenti personali o lavorativi o su lutti. Il focus è sull’analisi dell’evento e sui contenuti negativi evocati, ma non si fanno passi avanti, si rimane immobili.

Non c’è crescita, non c’è evoluzione…la domanda che frulla in testa è “Perchè?“.

Giuseppe è un uomo sulla quarantina che pensa di essere “felicemente” sposato come tante coppie. Ci si vuol bene, ci si lascia intrappolare dalla quotidianità, ci sono ancora progetti in cantiere come quelli di una qualsiasi altra coppia che arriveranno in un futuro non troppo lontano. Alti e bassi nella vita coniugale. Nè particolarmente tristi, nè straordinariamente felici.

Dopo 8 anni di matrimonio, la moglie, insoddisfatta dell’evolversi della vita coniugale, prende la decisione di lasciare Giuseppe e, nonostante, i conflitti matrimoniali erano diventati all’ordine del giorno, questa decisione per Giuseppe ha l’effetto di una tegola che gli crolla in testa.

Anche se in realtà neanche lui fosse contento della vita matrimoniale che stava conducendo, quella decisione della moglie gli sembra una decisione assurda e da qui inizia a torturarsi con una molteplicità di domande dalla mattina alla sera.

Arriva nel mio studio dopo circa 6 mesi dal giorno in cui la moglie era andata via di casa dicendomi che non riesce a superare questa separazione:

Mi sento con l’umore sotto le scarpe. La mattina quando mi sveglio e la sera prima di addormentarmi ho sempre l’immagine di Roberta che mi comunica che vuole la separazione. Lei seduta sul letto che piange e mi dice che non ce la fa più ed io che la guardo come un cane bastonato e le chiedo se è stato così terribile vivere insieme tutti questi anni. E lei che singhiozza ancora di più. Perchè non mi sono reso conto che lei non era felice? Perchè non l’ho capito prima? Ogni tanto capivo che c’era tristezza nei suoi occhi, ma perchè non ho avuto il coraggio di indagare? L’ho amata tanto mia moglie e me la sono lasciato scappare… mi sento solo… sono stato un idiota. Forse se le avessi fatto capire di più quanto l’amavo, se non l’avessi dato per scontata, se fossi stato più presente non mi avrebbe lasciato. E se le avessi dato quel figlio che c’era nei nostri progetti, lei non sarebbe andata via..l’avrei legata a me

Giuseppe si lascia andare alla ruminazione depressiva molte volte al giorno: il suo dialogo interno è sempre rivolto al perchè la moglie lo ha lasciato e si focalizza sui suoi stati interni (mi sento solo, sono stato un idiota) e sui contenuti negativi.

Questa ruminazione è un’attività cognitiva che assorbe la sua mente lasciando poco spazio ad altro. Inoltre:

-mantiene il suo umore depresso perchè è rivolto agli aspetti negativi e tende ad autosvalutarsi

-fugge dall’azione perchè si concentra su come si sente, si isola e non fa nulla per distrarsi

-diminuisce la sua capacità di risolvere il suo conflitto e migliorare le relazioni interpersonali.

Per Giuseppe pensare al suo fallimento matrimoniale più volte al giorno è il suo modo di espiare la “colpa”.

Pensare agli errori commessi e alle responsabilità avute possono essere costruttive nella misura in cui possono essere degli elementi di cui si fa tesoro nella crescita di ognuno di noi. Ma non è lasciandosi andare alla ruminazione depressiva che si possono risolvere i problemi.

E tu, cosa ne pensi di Giuseppe e della sua storia?

Nel prossimo articolo ti parlerò della ruminazione rabbiosa. Alla prossima!

 

fune di una barca attraccata al molo

Ecco quello che devi sapere per superare lo stress della vita quotidiana

Se avessimo la nostra personale e luccicante bacchetta magica, avremmo già eliminato lo stress con un solo colpoe una formula magica come “bidibibodibibù e lo stress non c’è più”.

Sfortunatamente, lo stress è una componente naturale del vivere umano…esattamente come l’aria che respiriamo.

Alcuni cercano di evitarlo alzando barriere protettive che li separano dalle esperienze della vita che reputano stressanti. Così, Lucia decide che per quanto sia una professionista preparata è meglio non prendere quell’incarico che sarebbe un’ottimo biglietto da visita e le darebbe lustro, ma sicuramente le complicherebbe così tanto la sua vita già stressante che è meglio non mettere altra carne sul fuoco. Peccato che poi si senta frustrata perchè non riesce a fare il “salto di qualità”.

Altri provano a combatterlo con rimedi poco efficaci. Luca si sente già così stressato ad un mese dal rientro delle sue vacanze estive che è già pensa di prenotare la prossima vacanza per staccare la spina. Intanto…più che vivere..boccheggia in attese della prossima fuga vacanziera.

Meglio scappare  che affrontare i problemi! Peccato che poi questi problemi si moltiplicano in maniera esponenziale.

Che fare allora? Affrontare i problemi è l’unico modo per mobilitare le nostre risorse interne, in altre parole, attiviamo ciò che la psicologia chiama capacità di coping.

La pressione che genera un problema ci aiuta ad attraversare il problema stesso esattamente come un navigante riesce  ad orientare la vela per utilizzare la pressione del vento.

Ecco…dovremmo imparare a navigare nei nostri problemi esattamente come fa un navigante con la sua barca a vela.

Se non vuoi lasciarti sopraffare dalla pressione generata da una situazione stressante devi prima prendere familiarità con tutto ciò che fa parte del problema: la barca, l’acqua. il vento, la rotta da seguire, le condizioni atmosferiche. Quest’ultime, in particolar modo, sai già che sfuggono al nostro controllo.

Il marinaio esperto impara ad interpretare le condizioni meteo e a rispettarne la potenza. Non le sopravvaluta, nè le sottovaluta.

Se si trova nel mezzo di una tempesta, sa quando deve ammainare le vele, gettare l’ancora, chiudere i portelli e aspettare che torni il mare navigabile.

Tiene sotto controllo ciò che può controllare e lascia andare tutto ciò su cui non ha potere, nè controllo.

Sviluppare la nostra capacità di affrontare le condizioni meteo della nostra vita, fa la differenza nel saper gestire lo stress.

Noi pensiamo di avere l’illusorio controllo della nostra vita a 360 gradi. Ma non è così!

Sapere quanto puoi influire sulla tua vita ed indirizzare la tua energia su ciò che puoi influenzare attivamente aiuta a fare delle scelte e ad agire verso una direzione, piuttosto che sprecare energie che non portano a nulla.

Se ti senti sopraffatto dalla pressione della vita e senti che i tuoi sforzi sono inefficaci, cosa succede?

Cadi nella ruminazione depressiva in cui tutti i tuoi pensieri inconsapevolemete si dirigono verso l’inadeguatezza personale, la depressione e l’impotenza. Sembra che nulla sia sotto il tuo controllo!

Se il mondo ti appare minaccioso, sarai ansioso e insicuro per tutti i possibili eventi terrificanti a cui potrai andare incontro: non importa se questi pericoli sono reali o immaginari perchè tu li avvertirai come reali!

Che fare allora? Non ci resta che imparare a navigare nel mare della nostra vita. Quando deciderai di essere il marinaio?