linus arrabbiato

I 3 principali luoghi comuni sullo stress

Non c’è persona che non parli di stress.

Persino un bambino ti dice che è stressato ed utilizza espressioni del tipo “non mi stressare!“.

La verità è che spesso utilizziamo dei luoghi comuni anche quando parliamo di stress.

Ecco i 3 pricipali luoghi comuni sul tanto chiaccherato stress:

1.Bisogna vivere senza stress

Si calcola che siamo esposti circa a 65 mila stimoli diversi. Come si fa ad eliminare tutte le fonti di stress a cui siamo esposti? Sarebbe un’utopia. Come puoi pensare di cambiare totalmente la vita che hai fatto sino ad ora? Non si può eliminare totalmente lo stress dalle nostre vite perchè lo stress è una condizione di vita stessa e, se guardiamo l’altro risvolto della medaglia, può essere anche uno stimolo a far meglio, a rivedere come migliorare alcuni aspetti della nostra vita. Quello che possiamo fare è imparare a gestirlo: per esempio, eliminando le fonti inutili di stress ed aumentando le nostre capacità di coping cioè di difesa dalle situazioni ritenute difficili da affrontare.

2.Non è colpa mia se vivo una vita stressante e se capita tutto a me!

E’ vero ci possono essere periodi che ci possono mettere a dura prova e se non possiamo evitare eventi che ci capitano improvvisamente e che sono al di fuori delle nostre responsabilità (come un lutto, la perdita di un lavoro), alle volte siamo proprio noi che scegliamo comportamenti e stili di vita stressanti.

Così, tanto per fare un esempio, anche una festa come l’organizzazione di un matrimonio può diventare fonte infinita di stress: non è più un lieto evento ma una macchina complessa di organizzazione, con una complessità di elementi e particolari da tenere sotto controllo e che devono avere standard elevati che noi giudichiamo tali!!!

3. Lo stress colpisce le persone deboli e fragili

Niente di più assolutamente falso! Anzi potremmo quasi sostenere che sono le persone forti, che non si fermano mai, quasi una fonte inesauribile di energia che, a un certo punto, crollano. Accumulano così tanto che poi, per troppo pieno, si arriva al capolinea ed il loro corpo ne risente.

Un mio paziente, imprenditore con obiettivi da raggiungere e che cerca sempre di migliorare la sua attività e coordinare i suoi collaboratori muovendosi tra i mille problemi che oggi un imprenditore ha nella sua attività, all’inizio non riusciva ancora a capacitarsi del perchè soffriva di attacchi di panico…”ma come proprio io? Io che non non mi fermo mai, che ho fatto tanti sacrifici. Io che partivo la mattina e tornavo a casa la sera. Io che non mi fermano mai davanti a niente. Adesso non sono più io, non mi riconosco più”. 

Ricordati che se ti senti stressato ci sono degli aggiustamenti che devi fare nella tua vita: magari dovrai impararare a distinguere le priorità, imparare a delegare agli altri per ricevere sostegno, imparare a gestire l’incertezza, condurre uno stile di vita più salutare tanto per fare degli esempi.

Non esiste la ricetta magica, ognuno può riflettere sulla propria condizione personale e fermarsi a capire.

Sì hai capito bene: lo stress ci insegna a fermarci e ad ascoltare di più noi stessi.

 

 

 

omini con la testa immersa tra le nuvole

Le cose stupide che ti fa fare l’ansia

Non fraintendere le mie parole provocatorie del titolo di questo post: L’ANSIA E’ UNA COSA SERIA.

L’essere ansiosi, però, ti fa fare delle cose sciocche per soddisfare dei tuoi bisogni, per allentare la tua stessa ansia.

Il primo bisogno di un ansioso sai qual è? Essere rassicurato subito.

E se con le persone che ci stanno accanto non ci sentiamo al sicuro o capiti, non resta che iscriversi in qualche bel gruppo social che condive il tuo stesso disagio. Soprattutto se ti senti solo!

E’ da più di due anni che mi sono iscritta in almeno quattro di questi gruppi (tutti rigorasamente chiusi e non pubblici) per capire di più il fenomeno ed approfondire.

Non discuto la forza aggregatrice del gruppo (esistono gruppi social per ogni cavolata, figuratevi per le cose più importanti), l’illusione di sentirsi capiti, rassicurati, coccolati, compatiti, giustificati.

Discuto dell’effetto subdolo di:

  • “a me il farmaco x ha creato problemi, secondo voi quante gocce dovrei prenderne?”
  • “ho fatto l’ecocardiogramma, ma se c’era qualcosa saltava fuori? Cosa posso avere?”
  • “sono una stupida, non ne combino una giusta, sono poco intelligente…la regina dei casini…non ne uscirò mai”
  • “soffro di giramenti continui di testa, se qualcuno ne soffre mi dite come sta gestendo la cosa?”
  • “ho la digestione che si blocca, soffrirò di un brutto male?”
  • “bisogna mantenere la calma e pregare che l’ansia vada via”

Poi c’è chi condivide ciò che mangia a pranzo, chi da il buongiorno, chi la buonotte, qualche battuta sull’ansia e sull’essere forti: cose più o meno frivole che non fanno certo male, come in qualsiasi altro gruppo social.

Se c’è qualcuno che racconta la sua storia e come ne sia uscito fuori imparando a gestire  l’ansia raccontando il suo percorso terapeutico grazie ad un professionista diventando, magari, un modello di speranza e di lavoro su se stessi, c’è sempre qualcuno pronto a dire “ma il mio caso è differente”, “beato tu, io mi sveglio ogni giorno sperando che passi”, “si ma su di me non funziona”.

Se c’è un professionista che cerca di dare delle indicazioni su quello che viene condiviso e non sta al gioco del “poverino, quanto mi dispiace gioia, sono pronto a sentire le tue lamentele, che pena, etc etc”, allora vieni fatto fuori.

La cosa allarmante è che qualcuno lancia messaggi terrificanti del tipo ” e’ ora di uscire di scena da questo mondo”, alludendo ad un terribile gesto creando ancora più panico ed ansia. Mi chiedo cosa fanno gli admin in questo caso: è un fake o è una richiesta vera? A nulla valgono le segnalazioni.

Inoltre, spesso chi gestisce questi gruppi sono persone che non sono formate a fare supporto psicologico vero.

Sono persone che, magari, hanno visto il mostro con i loro occhi e ne soffrono ancora ma sono ben lontani dal dare consigli se non riportare la loro esperienza: se hai il cancro o lo hai sconfitto, puoi raccontare come ci si sente e quali sono le emozioni che si vivono, riesci ad essere molto empatico con chi soffre il tuo stesso disagio, ma non per questo diventi medico!

Una cosa è certa…chi fa parte di questi gruppi non dorme sonni tranquilli, il che è esattamente l’opposto di quello che volevano ottenere chi vi si è iscritto!

Partecipa al seminario gratuito “Distruggi gli attacchi di panico” per sapere come ricevere o dare supporto emotivo a chi soffre di ansia ed attacchi di panico.

Sabato 1 aprile alle ore 17 presso i locali della Università Popolare degli Studi Siciliana ti spiegherò come fare.

Iscriviti all’incontro formativo gratuito e prenota il tuo posto al seguente link

http://www.distruggi-attacchi-di-panico.it/SP/evt/

Segui le istruzioni:

inserisci i tuoi dati e riceverai nella tua mail un link di conferma.

Se non ricevi la mail verifica di aver inserito la tua mail o che non si andata a finire nello spam!

Ti aspetto

 

L’ansia e la paura di perdere il controllo

Il primo contatto con la tua ansia è un contatto fisico.

Le sensazioni fisiche, infatti, che sperimenti sono quelle del cuore che sale in gola, dei battiti accelerati, la sensazione di svenimento, l’aria che viene a mancare, i formicolii agli arti, i giramenti di testa ed altre sensazioni spiacevoli.

Queste modificazioni fisiche poco piacevoli e rassicuranti ti fanno “percepire” la tua ansia. Così appena sperimenti queste alterazioni, cosa fai? Cerchi di controllare queste reazioni perchè una delle paure più diffuse è proprio la paura di perdere il controllo.

E qui scatta il paradosso perchè più tenti di controllare le tue reazioni fisiche più sai di non avere controllo e più avrai paura.

La paura di perdere il controllo genera mostri in ogni angolo della tua vita: hai paura che ti succeda quando guidi, mentre sei al lavoro di fronte ai colleghi, quando stai guardando tuo figlio che si allena insieme agli altri genitori, quando esci per andare a passare una giornata spensierata con i tuoi amici.

Che fare allora?

Imparare a non avere il controllo a tutti i costi è il primo passo per “controllare” la tua ansia.

Sabato 1 aprile alle ore 17 presso i locali della Università Popolare degli Studi Siciliana ti spiegherò come fare.

Iscriviti all’incontro formativo gratuito e prenota il tuo posto al seguente link

http://www.distruggi-attacchi-di-panico.it/SP/evt/

Segui le istruzioni:

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Se non ricevi la mail verifica di aver inserito la tua mail o che non si andata a finire nello spam!

Ti aspetto

 

donna che urla

Conosci l’attenzione selettiva? Sapere cos’è ti aiuterà a sentirti meno ansioso.

Quando hai un attacco di panico, il corpo diventa teatro di sensazioni ed emozioni spiacevoli che ti fanno star male. Conosci il fenomeno dell’attenzione selettiva? Ho scritto un articolo che parla proprio di questo per il blog Distruggi gli Attacchi di Panico. Scopri di più cliccando nel link sottostante

http://www.distruggi-attacchi-di-panico.it/2016/03/13/conosci-lattenzione-selettiva-sapere-cose-ti-aiutera-a-sentirti-meno-ansioso/