bocca di un vampiro

Hai mai visto un vampiro?

Se dico Transilvania cosa ti viene in mente?

Sì esatto proprio lui, il conte Dracula! E, generalizzando, ti vengono in mente vampiri e pipistrelli.

Ora…i pipistrelli sicuramente li avrai visti in giro di notte, ma hai mai visto un vampiro?

 

Immagina di essere in Transilvania e che per sentirti al sicuro di notte, nelle ore in cui si svegliano i vampiri, te ne stai a casa e tappezzi casa di crocifissi e di trecce di aglio sottratte alle bruschette!!

Quindi ti segreghi in casa e prendi le tue precauzioni di sicurezza: di vampiri neanche l’ombra!!

 

Ma come possiamo verificare che i vampiri non esistono veramente? E’ stato tutto merito dell’aglio o davvero non esistono?

 

E se non esistessero, cosa stiamo pagando per questa convinzione? Sicuramente te ne stai immobile, da solo, impaurito e preoccupato per ogni rumore sospetto.

 

Ecco questo è ciò che accade ogni qualvolta divieni vittima delle tue credenze.

 

Facciamo un esempio concreto. Se Maria è una ragazzina timida ed insicura fortemente convinta di non piacere a nessuno e, anziché uscire con i suoi coetanei preferisce rimanere a casa e pensare di non avere amici, è vittima del vampiro cioè di una credenza molto forte che la vincola nei suoi comportamenti e nelle sue emozioni. Perderà occasioni di spensieratezza con i suoi amici ed occasione di disconfermare le sue errate convinzioni.

 

Se Giorgio ogni volta che deve andare al centro commerciale pensa che potrà stare male perché in preda all’ansia decide di evitare tutti i centri commerciali è vittima del vampiro!!! Magari avrà messo al sicuro il suo portafoglio da spese inutili, ma confermerà la sua ansia anticipatoria cioè un’ansia che lo intrappolerà per eventi e situazioni che magari non si verificheranno mai.

 

Adesso chiediti: hai mai visto un vampiro?

 

 

 

linus arrabbiato

I 3 principali luoghi comuni sullo stress

Non c’è persona che non parli di stress.

Persino un bambino ti dice che è stressato ed utilizza espressioni del tipo “non mi stressare!“.

La verità è che spesso utilizziamo dei luoghi comuni anche quando parliamo di stress.

Ecco i 3 pricipali luoghi comuni sul tanto chiaccherato stress:

1.Bisogna vivere senza stress

Si calcola che siamo esposti circa a 65 mila stimoli diversi. Come si fa ad eliminare tutte le fonti di stress a cui siamo esposti? Sarebbe un’utopia. Come puoi pensare di cambiare totalmente la vita che hai fatto sino ad ora? Non si può eliminare totalmente lo stress dalle nostre vite perchè lo stress è una condizione di vita stessa e, se guardiamo l’altro risvolto della medaglia, può essere anche uno stimolo a far meglio, a rivedere come migliorare alcuni aspetti della nostra vita. Quello che possiamo fare è imparare a gestirlo: per esempio, eliminando le fonti inutili di stress ed aumentando le nostre capacità di coping cioè di difesa dalle situazioni ritenute difficili da affrontare.

2.Non è colpa mia se vivo una vita stressante e se capita tutto a me!

E’ vero ci possono essere periodi che ci possono mettere a dura prova e se non possiamo evitare eventi che ci capitano improvvisamente e che sono al di fuori delle nostre responsabilità (come un lutto, la perdita di un lavoro), alle volte siamo proprio noi che scegliamo comportamenti e stili di vita stressanti.

Così, tanto per fare un esempio, anche una festa come l’organizzazione di un matrimonio può diventare fonte infinita di stress: non è più un lieto evento ma una macchina complessa di organizzazione, con una complessità di elementi e particolari da tenere sotto controllo e che devono avere standard elevati che noi giudichiamo tali!!!

3. Lo stress colpisce le persone deboli e fragili

Niente di più assolutamente falso! Anzi potremmo quasi sostenere che sono le persone forti, che non si fermano mai, quasi una fonte inesauribile di energia che, a un certo punto, crollano. Accumulano così tanto che poi, per troppo pieno, si arriva al capolinea ed il loro corpo ne risente.

Un mio paziente, imprenditore con obiettivi da raggiungere e che cerca sempre di migliorare la sua attività e coordinare i suoi collaboratori muovendosi tra i mille problemi che oggi un imprenditore ha nella sua attività, all’inizio non riusciva ancora a capacitarsi del perchè soffriva di attacchi di panico…”ma come proprio io? Io che non non mi fermo mai, che ho fatto tanti sacrifici. Io che partivo la mattina e tornavo a casa la sera. Io che non mi fermano mai davanti a niente. Adesso non sono più io, non mi riconosco più”. 

Ricordati che se ti senti stressato ci sono degli aggiustamenti che devi fare nella tua vita: magari dovrai impararare a distinguere le priorità, imparare a delegare agli altri per ricevere sostegno, imparare a gestire l’incertezza, condurre uno stile di vita più salutare tanto per fare degli esempi.

Non esiste la ricetta magica, ognuno può riflettere sulla propria condizione personale e fermarsi a capire.

Sì hai capito bene: lo stress ci insegna a fermarci e ad ascoltare di più noi stessi.

 

 

 

donna con la testa tra le nuvole

Ecco perchè il tuo rimuginare ti fa male!

Rimuginare mi fa venire in mente una grossa mucca che sta lì a masticare il suo pasto che non vuole mandar giù.

Un animale immobile che fissa nel vuoto mentre fa un’azione ripetitiva. In effetti, quando siamo preda del nostro rimuginare è come se venissimo letteralmente catturari da un pensiero o una catena di pensieri su una nostra preoccupazione.

E’ un processo di pensiero consapevole che si attiva quando percepiamo una minaccia ipotetica sul futuro.

E’ come se in modo automatico ed intrusivo si inserisse un pensiero del tipo “E se succede che…?” e, tanto per fare degli esempi, ciò può riguardare:

-la nostra salute “ e se mi sentissi male?

-le nostre relazioni “e se mi sta tradendo?

-le nostre capacità “e se non fossi capace?“, “e se mi perdessi in quella città che non conosco?“.

Il rimuginare in maniera eccessiva ha un costo non indifferente: diversi studi evidenziano come unamaggiore tensione muscolare, insonnia, mal di testa, irritabilità, irriquietezza, dolore cronico ed anche danni alle coronarie nelle persone anziane.

Ciò avviene perchè il rimuginare mantiene uno stato di allerta continuo con un carico di ansia non indifferente.

Come sempre il criterio, per differenziare un rimuginio “normale” da un rimunginare patologico è la quantità.

Se quando arriva un pensiero di una preoccupazione così intrusivo e riusciamo a non occuparcene e farci invadere da questa minaccia poichè siamo convinti, che qualora si verifichi la cosa temuta saremo in grado di affrontarla e di fronteggiare gli imprevisti, allora si tratta di un rimuginio “ok”.

Ma se crediamo:

– di non poter smettere di rimuginare

– che bisogna rimuginare sino allo sfinimento per trovare una soluzione

– che rimuginare aiuti ad affrontare l’evento che temiamo e a prepararsi al peggio

-che rimuginare tanto aiuti a trovare una soluzione

ecco che il rimuginio diventa sempre più presente nella nostra vita e vi ricorreremo in maniera eccessiva sino a stare male.

In realtà non lasciarsi andare al rimuginio in modo esclusivo non può che avere solo vantaggi poichè se non rimuginiamo eccessivamente:

-avremo maggiore chiarezza della situazione

-utilizzeremo più informazioni e ci confronteremo più con la realtà che non con ipotetici pensieri

-rafforzeremo la nostra fiducia nelle nostre capacità di affrontare situazioni che temiamo.

E tu quanto rimugini?

Nel prossimo articolo ti parlerò della ruminazione depressiva. Seguimi e condivi i miei articoli se ritieni possano aiutare più persone.

 

 

 

profilo con fumo della sigaretta

Fatti una canna che ti rilassi

“…una canna è solo una canna. Cosa vuoi che possa fare! Ti rende tutto più leggero, ti rilassa”

Ecco…affermazioni semplici come queste…mi fanno saltare la mosca al naso (per usare un eufemismo) per due ordini di motivi:

  1. gli studi parlano chiaro sugli effetti della cannabis sul nostro cervello
  2. se non riesci a rilassarti e per farlo necessiti di una canna…parliamone!!!!!

Se essicchi le cime fiorite della pianta femminile della canapa ottieni l’erba, la marijuana, mentre dalla resina delle infiorescenze della canapa si ricavano delle tavolette di hashish.

Così se mischi del tabacco alla marijuana o all’hashish ti puoi fare una canna (si stima che 4 milioni di italiani ne fanno uso) con concentrazioni diverse di THC il  Delta-9-tetraidrocannabinolo, il principio stupefacente della canapa.

Sì! E’ uno stupefacente, è una sostanza psicoattiva…

Il punto è che “non c’è più la canapa di una volta” perchè il rischio è che potresti fare uso anche di sostanze che:

-nel migliore dei casi sono state “pompate” chimicamente  di  sostanze per aumentare la presenza di THC anche di 70 volte in più rispetto a ciò che troveresti “in natura”

-nel peggiore dei casi, potresti trovarti a fumare solo roba chimica con effetti devastanti sino ad avvelenamenti di massa e decessi.

Quindi scordati Bob Marley ed il rastafarianesimo che considera la marijuana un mezzo per raggiungere consapevolezza ed accrescere la spiritualità e sappi che gli effetti collaterali del consumatore di cannabis possono essere devastanti.

Il THC è un composto psicoattivo: influisce sulla funzionalità cerebrale agendo a livello del sistema nervoso centrale con alterazione di stato d’animo, comportamento, percezione e funzioni cognitive:

-insonnia

-depressione

-nausea e perdita di appetito

-ansia e paranoia

Attiva stati psicotici e schizofrenici…quindi, per favore, non dirmi che una canna non ha mai fatto male a nessuno!!

Ti potrei raccontare la storia di una mia paziente che ha iniziato a sperimentare forti attacchi di panico e stati ansiosi dopo aver fumato uno spinello con i suoi amici. Lei ha maledetto quel giorno che l’ha portata a sperimentare più volte la sensazione di morire, tachicardia e depersonalizzazione…solo per riportare alcuni sintomi.

Quindi…per chi mi chiede se è vero che la cannabis aiuta a non soffrire di ansia, la risposta è NO.

Vieni in studio ad apprendere tecniche altrettanto “stupefacenti” per gestire la tua ansia ed il tuo stress!! 😉

Spezzo una lancia a favore della cannabis solo alla luce delle ricerche scientifiche circa il suo uso terapeutico.

La ricerca scientifica oggi ci ha consentito di scoprire che esiste un altro cannabinoide non psicoattivo che è il Cannabidiolo (CBD) che sembra invece avere importanti e benefici effetti terapeutici nel caso di:

– artrite reumatoide

– dolori cronici di natura neuropatica

-sclerosi laterale miotrofica

-tremori del Parkinson

-effetti collaterali di cure per pazienti oncologici e pazienti terminali

Anche se studi recenti non escludono totalmente la possibilità di un effetto psicoattivo e anche se abbiamo bisogno di trial clinici più approfonditi per individuare esattamente le funzioni che hanno quando agiscono insieme CBD e THC sotto forma di cannabis, la ricerca sembra essere promettente e ben venga se può alleviare le sofferenze fisiche di molte persone.

 

P.s…mi sono fatta odiare abbastanza oggi????

 

 

cuore stilizzato

5 sensi? Non mi bastano!

I 5 sensi: olfatto, vista, gusto, tatto, udito.

Ci hanno insegnato sin da piccoli che l’essere umano ha solo 5 sensi.

Eppure diverse scoperte scientifiche ci hanno fatto sapere che siamo dotati di abilità sensoriali di grande importanza per il nostro benessere psicofisico.

Per esempio, diamo per scontato la nostra capacità di percepire il nostro corpo nello spazio sia da fermi che in movimento.

Questa abilità è la PROPRIOCEZIONE (proprio=se stessi), è il senso interiore del nostro corpo.

Se è danneggiato questo senso ci sono gravi conseguenze per la qualità della nostra vita, come ci racconta il neurologo Oliver Sacks di una sua paziente aveva perso la propriocezione a causa di un abuso di farmaci.

Apparantemente normale, la donna non aveva nessun senso del proprio corpo al punto che non riusciva a muovere il proprio braccio per nutrirsi solo se era in grado di vederlo.

Un’altra abilità sensoriale molto importante è l’INTEROCEZIONE: ci permette di avere consapevolezza su come si sente il nostro corpo dall’interno, è l’esperienza che facciamo del nostro corpo.

Se riesci a rispondere alla domanda “come ti senti oggi?” è proprio grazie a questo senso!

Queste abilità sensoriali vanno affinate ed allenate proprio perchè anche l’esperienza di noi stessi e delle nostre emozioni passa attraverso il nostro corpo.

Pensa, ad esempio, a come queste abilità possono essere di grande aiuto per  apprendere a rilassarti per gestire l’ansia.

Sono sicura che già da adesso inizierai a prestare un’attenzione diversa al tuo corpo!

Se vuoi sapere come queste abilità possono aiutarti ad allentare l’ansia e lo stress, partecipa al seminario gratuito “Distruggi gli attchi di panico” sabato 1 aprile alle ore 17 presso i locali dell’Università Poplare degli Studi Siciliana.

Ricordati di prenotare il tuo posto gratuito al seguente link

http://www.distruggi-attacchi-di-panico.it/SP/evt/

Ti aspetto!

 

 

omini con la testa immersa tra le nuvole

Le cose stupide che ti fa fare l’ansia

Non fraintendere le mie parole provocatorie del titolo di questo post: L’ANSIA E’ UNA COSA SERIA.

L’essere ansiosi, però, ti fa fare delle cose sciocche per soddisfare dei tuoi bisogni, per allentare la tua stessa ansia.

Il primo bisogno di un ansioso sai qual è? Essere rassicurato subito.

E se con le persone che ci stanno accanto non ci sentiamo al sicuro o capiti, non resta che iscriversi in qualche bel gruppo social che condive il tuo stesso disagio. Soprattutto se ti senti solo!

E’ da più di due anni che mi sono iscritta in almeno quattro di questi gruppi (tutti rigorasamente chiusi e non pubblici) per capire di più il fenomeno ed approfondire.

Non discuto la forza aggregatrice del gruppo (esistono gruppi social per ogni cavolata, figuratevi per le cose più importanti), l’illusione di sentirsi capiti, rassicurati, coccolati, compatiti, giustificati.

Discuto dell’effetto subdolo di:

  • “a me il farmaco x ha creato problemi, secondo voi quante gocce dovrei prenderne?”
  • “ho fatto l’ecocardiogramma, ma se c’era qualcosa saltava fuori? Cosa posso avere?”
  • “sono una stupida, non ne combino una giusta, sono poco intelligente…la regina dei casini…non ne uscirò mai”
  • “soffro di giramenti continui di testa, se qualcuno ne soffre mi dite come sta gestendo la cosa?”
  • “ho la digestione che si blocca, soffrirò di un brutto male?”
  • “bisogna mantenere la calma e pregare che l’ansia vada via”

Poi c’è chi condivide ciò che mangia a pranzo, chi da il buongiorno, chi la buonotte, qualche battuta sull’ansia e sull’essere forti: cose più o meno frivole che non fanno certo male, come in qualsiasi altro gruppo social.

Se c’è qualcuno che racconta la sua storia e come ne sia uscito fuori imparando a gestire  l’ansia raccontando il suo percorso terapeutico grazie ad un professionista diventando, magari, un modello di speranza e di lavoro su se stessi, c’è sempre qualcuno pronto a dire “ma il mio caso è differente”, “beato tu, io mi sveglio ogni giorno sperando che passi”, “si ma su di me non funziona”.

Se c’è un professionista che cerca di dare delle indicazioni su quello che viene condiviso e non sta al gioco del “poverino, quanto mi dispiace gioia, sono pronto a sentire le tue lamentele, che pena, etc etc”, allora vieni fatto fuori.

La cosa allarmante è che qualcuno lancia messaggi terrificanti del tipo ” e’ ora di uscire di scena da questo mondo”, alludendo ad un terribile gesto creando ancora più panico ed ansia. Mi chiedo cosa fanno gli admin in questo caso: è un fake o è una richiesta vera? A nulla valgono le segnalazioni.

Inoltre, spesso chi gestisce questi gruppi sono persone che non sono formate a fare supporto psicologico vero.

Sono persone che, magari, hanno visto il mostro con i loro occhi e ne soffrono ancora ma sono ben lontani dal dare consigli se non riportare la loro esperienza: se hai il cancro o lo hai sconfitto, puoi raccontare come ci si sente e quali sono le emozioni che si vivono, riesci ad essere molto empatico con chi soffre il tuo stesso disagio, ma non per questo diventi medico!

Una cosa è certa…chi fa parte di questi gruppi non dorme sonni tranquilli, il che è esattamente l’opposto di quello che volevano ottenere chi vi si è iscritto!

Partecipa al seminario gratuito “Distruggi gli attacchi di panico” per sapere come ricevere o dare supporto emotivo a chi soffre di ansia ed attacchi di panico.

Sabato 1 aprile alle ore 17 presso i locali della Università Popolare degli Studi Siciliana ti spiegherò come fare.

Iscriviti all’incontro formativo gratuito e prenota il tuo posto al seguente link

http://www.distruggi-attacchi-di-panico.it/SP/evt/

Segui le istruzioni:

inserisci i tuoi dati e riceverai nella tua mail un link di conferma.

Se non ricevi la mail verifica di aver inserito la tua mail o che non si andata a finire nello spam!

Ti aspetto

 

L’ansia e la paura di perdere il controllo

Il primo contatto con la tua ansia è un contatto fisico.

Le sensazioni fisiche, infatti, che sperimenti sono quelle del cuore che sale in gola, dei battiti accelerati, la sensazione di svenimento, l’aria che viene a mancare, i formicolii agli arti, i giramenti di testa ed altre sensazioni spiacevoli.

Queste modificazioni fisiche poco piacevoli e rassicuranti ti fanno “percepire” la tua ansia. Così appena sperimenti queste alterazioni, cosa fai? Cerchi di controllare queste reazioni perchè una delle paure più diffuse è proprio la paura di perdere il controllo.

E qui scatta il paradosso perchè più tenti di controllare le tue reazioni fisiche più sai di non avere controllo e più avrai paura.

La paura di perdere il controllo genera mostri in ogni angolo della tua vita: hai paura che ti succeda quando guidi, mentre sei al lavoro di fronte ai colleghi, quando stai guardando tuo figlio che si allena insieme agli altri genitori, quando esci per andare a passare una giornata spensierata con i tuoi amici.

Che fare allora?

Imparare a non avere il controllo a tutti i costi è il primo passo per “controllare” la tua ansia.

Sabato 1 aprile alle ore 17 presso i locali della Università Popolare degli Studi Siciliana ti spiegherò come fare.

Iscriviti all’incontro formativo gratuito e prenota il tuo posto al seguente link

http://www.distruggi-attacchi-di-panico.it/SP/evt/

Segui le istruzioni:

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Se non ricevi la mail verifica di aver inserito la tua mail o che non si andata a finire nello spam!

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fune di una barca attraccata al molo

Ecco quello che devi sapere per superare lo stress della vita quotidiana

Se avessimo la nostra personale e luccicante bacchetta magica, avremmo già eliminato lo stress con un solo colpoe una formula magica come “bidibibodibibù e lo stress non c’è più”.

Sfortunatamente, lo stress è una componente naturale del vivere umano…esattamente come l’aria che respiriamo.

Alcuni cercano di evitarlo alzando barriere protettive che li separano dalle esperienze della vita che reputano stressanti. Così, Lucia decide che per quanto sia una professionista preparata è meglio non prendere quell’incarico che sarebbe un’ottimo biglietto da visita e le darebbe lustro, ma sicuramente le complicherebbe così tanto la sua vita già stressante che è meglio non mettere altra carne sul fuoco. Peccato che poi si senta frustrata perchè non riesce a fare il “salto di qualità”.

Altri provano a combatterlo con rimedi poco efficaci. Luca si sente già così stressato ad un mese dal rientro delle sue vacanze estive che è già pensa di prenotare la prossima vacanza per staccare la spina. Intanto…più che vivere..boccheggia in attese della prossima fuga vacanziera.

Meglio scappare  che affrontare i problemi! Peccato che poi questi problemi si moltiplicano in maniera esponenziale.

Che fare allora? Affrontare i problemi è l’unico modo per mobilitare le nostre risorse interne, in altre parole, attiviamo ciò che la psicologia chiama capacità di coping.

La pressione che genera un problema ci aiuta ad attraversare il problema stesso esattamente come un navigante riesce  ad orientare la vela per utilizzare la pressione del vento.

Ecco…dovremmo imparare a navigare nei nostri problemi esattamente come fa un navigante con la sua barca a vela.

Se non vuoi lasciarti sopraffare dalla pressione generata da una situazione stressante devi prima prendere familiarità con tutto ciò che fa parte del problema: la barca, l’acqua. il vento, la rotta da seguire, le condizioni atmosferiche. Quest’ultime, in particolar modo, sai già che sfuggono al nostro controllo.

Il marinaio esperto impara ad interpretare le condizioni meteo e a rispettarne la potenza. Non le sopravvaluta, nè le sottovaluta.

Se si trova nel mezzo di una tempesta, sa quando deve ammainare le vele, gettare l’ancora, chiudere i portelli e aspettare che torni il mare navigabile.

Tiene sotto controllo ciò che può controllare e lascia andare tutto ciò su cui non ha potere, nè controllo.

Sviluppare la nostra capacità di affrontare le condizioni meteo della nostra vita, fa la differenza nel saper gestire lo stress.

Noi pensiamo di avere l’illusorio controllo della nostra vita a 360 gradi. Ma non è così!

Sapere quanto puoi influire sulla tua vita ed indirizzare la tua energia su ciò che puoi influenzare attivamente aiuta a fare delle scelte e ad agire verso una direzione, piuttosto che sprecare energie che non portano a nulla.

Se ti senti sopraffatto dalla pressione della vita e senti che i tuoi sforzi sono inefficaci, cosa succede?

Cadi nella ruminazione depressiva in cui tutti i tuoi pensieri inconsapevolemete si dirigono verso l’inadeguatezza personale, la depressione e l’impotenza. Sembra che nulla sia sotto il tuo controllo!

Se il mondo ti appare minaccioso, sarai ansioso e insicuro per tutti i possibili eventi terrificanti a cui potrai andare incontro: non importa se questi pericoli sono reali o immaginari perchè tu li avvertirai come reali!

Che fare allora? Non ci resta che imparare a navigare nel mare della nostra vita. Quando deciderai di essere il marinaio?

testa confusa

Le 5 cose che devi fare per non lasciarti intrappolare dall’ansia e dalle emozioni negative.

La mente ci gioca brutti scherzi.

A volte, non vive nel qui e ora e non si lascia coinvolgere in quello che si sta facedo in quel momento, ma vaga immergendosi nel passato o traportandosi nel futuro.

La maggior parte delle persone si sofferma a pensare al passato, soprattutto va a ripescare emozioni negative e dolorose.

Pensa insistentemente a situazioni di rabbia, di dolore o di frustazione. Va con la mente ad episodi ormai passati, spesso ricercando spiegazioni in quello che è successo o dandosi la colpa per qualcosa o additando qualcun altro per la propria sofferenza.

Altre volte, invece, la mente si proietta in avanti e va nel futuro. Per definizione, non possiamo conoscere il nostro futuro…possiamo solo immaginare come possa essere. Ed ecco, che ancora una volta, cadiamo nella trappola della nostra mente che si lascia coinvolgere da ansia e paure per ciò che ci può capitare in un futuro prossimo o lontano che sia.

Quindi, chi vive nel passato si sofferma sulle emozioni negative e chi vive nel futuro vive con ansia e paura.

Cosa puoi fare, allora, per vivere nel presente? Ecco le 5 cose che devi fare:

  1. Trasforma ogni attività quotidiana in un momento di consapevolezza.

Qualsiasi attività che tu svolga, come bere una bibita, fare una doccia o semplicemente mangiare dedica attenzione a quello che stai facendo. Non occorre fare altro che essere presenti nell’azione che si sta compiendo, aiutandosi anche con tutti i nostri 5 sensi

2. Fai una cosa alla volta

Oggi si utilizza molto il termine “multitasking” per indicare che si è in grado di fare più cose contemporaneamente. Mangiamo metre leggiamo o guardiamo la tv, lavoriamo al pc mentre parliamo con un amico al telefono. Sì siamo bravi a fare più cose tutte insieme! Ma riporre la tua attenzione su più attività ti allontana dal presente, dal qui e ora.

3. Respira

Respirare è l’atto più semplice che tu possa fare per ritornare alla consapevolezza del presente. eppure lo diamo così per scontato. Respirare è vivere ora. Prova a respirare ieri o a respirare domani…saresti in grado di farlo?

4. Gioca

Giocare è una cosa seria! Hai presente quanto si prendono sul serio e come sono concentrati i bimbi quando stanno giocando?

Si concentrano nel gioco e non esiste altro, non esistono cena o genitori che li chiamano. E si divertono in quello che stanno facendo.

5.Cammina all’aria aperta

Che sia il parco della tua città o una campagna, poco importa. Essere immersi in uno spazio aperto sollecita i nostri sensi e la nostra attenzione “involontaria”. In altre parole ci aiuta ad essere presenti in quel momento.

Non ti resta che provare!

Se ritieni che questi piccoli 5 consigli possano essere d’aiuto a vivere in modo più consapevole condividi con i tuoi amici.

 

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