bocca di un vampiro

Hai mai visto un vampiro?

Se dico Transilvania cosa ti viene in mente?

Sì esatto proprio lui, il conte Dracula! E, generalizzando, ti vengono in mente vampiri e pipistrelli.

Ora…i pipistrelli sicuramente li avrai visti in giro di notte, ma hai mai visto un vampiro?

 

Immagina di essere in Transilvania e che per sentirti al sicuro di notte, nelle ore in cui si svegliano i vampiri, te ne stai a casa e tappezzi casa di crocifissi e di trecce di aglio sottratte alle bruschette!!

Quindi ti segreghi in casa e prendi le tue precauzioni di sicurezza: di vampiri neanche l’ombra!!

 

Ma come possiamo verificare che i vampiri non esistono veramente? E’ stato tutto merito dell’aglio o davvero non esistono?

 

E se non esistessero, cosa stiamo pagando per questa convinzione? Sicuramente te ne stai immobile, da solo, impaurito e preoccupato per ogni rumore sospetto.

 

Ecco questo è ciò che accade ogni qualvolta divieni vittima delle tue credenze.

 

Facciamo un esempio concreto. Se Maria è una ragazzina timida ed insicura fortemente convinta di non piacere a nessuno e, anziché uscire con i suoi coetanei preferisce rimanere a casa e pensare di non avere amici, è vittima del vampiro cioè di una credenza molto forte che la vincola nei suoi comportamenti e nelle sue emozioni. Perderà occasioni di spensieratezza con i suoi amici ed occasione di disconfermare le sue errate convinzioni.

 

Se Giorgio ogni volta che deve andare al centro commerciale pensa che potrà stare male perché in preda all’ansia decide di evitare tutti i centri commerciali è vittima del vampiro!!! Magari avrà messo al sicuro il suo portafoglio da spese inutili, ma confermerà la sua ansia anticipatoria cioè un’ansia che lo intrappolerà per eventi e situazioni che magari non si verificheranno mai.

 

Adesso chiediti: hai mai visto un vampiro?

 

 

 

Gaetana

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